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La riforma scolastica? Mah, mi ricorda qualcosa!

Sciopero a Scienze MMFFNN

Cari tutti,
Questa mail per informarvi che oggi la Facoltà di Scienze Matematiche  Fisiche e Naturali, all’unanimità del numerosissimi presenti, ha deciso di sospendere le  attività didattiche per tutto il mese di ottobre, a meno di eventuali modificazioni  legislative che potranno intercorrere e riguardanti la legge 133/2008 (conversione del DL  112/2008).

Come potete immaginare, la motivazione della protesta, che si unisce  ad analoghe manifestazioni in altri atenei italiani, è legata ai tagli ingiustificati che questa legge opera sul sistema universitario italiano. In particolare si è rilevato come insopportabile l’essere  destinatari di tagli indiscriminati, del tutto indipendenti da una seria ed approfondita valutazione della  qualità della nostra ricerca e della nostra didattica, ovvero dei nostri prodotti. Come professori  e ricercatori siamo abituati ad essere valutati e solo conseguentemente ad una seria valutazione  siamo disposti ad accettare di essere eventualmente premiati o penalizzati.  Siamo quindi disposti ad una attenta analisi su ciò che funziona e ciò che non funziona nella  università italiana, 
ma non siamo disposti ad essere penalizzati indipendentemente dalla qualità del nostro  operato!

Manifesteremo il nostro disaccordo sospendendo già da domani le  attività didattiche.

In pratica:

I colleghi docenti impegnati nella didattica del I periodo sono  invitati ad informare gli studenti in aula su come funzionano i sistemi universitari in Italia e nel mondo, e sul perchè  di questa protesta. Questo dovrebbe avvenire nella prima lezione utile, dopodiché le lezioni sono sospese. Le lezioni sospese saranno recuperate in modo da non arrecare alcun danno agli studenti. Durante il periodo  di sospensione didattica i docenti saranno disponibili come di consueto per incontrare gli studenti, per  le attività di tutorato e per accoglierli in Facoltà secondo i loro  bisogni. I destinatari della protesta non sono gli studenti!

La Presidenza ed il coordinamento didattico provvederanno ad  individuare nel migliore dei modi le soluzioni per il recupero delle lezioni perse.

Un caro saluto
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Prof. Roberto Giacobazzi
Preside della Facolta’ di Scienze MM.FF.NN.
Universita’ degli Studi di Verona
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Musica, dal non formato al nuovo formato?

Era il 1948 quando negli Stati Uniti fece la sua prima apparizione il disco in vinile: grazie alle qualità del nuovo materiale, rispetto alla precedente ceralacca, fu possibile rimpicciolire i solchi, diminuire il numero di giri e dunque ottenere una maggiore durata d’ascolto.

Era invece il 1979 quando venne creato - la mitologia dice da Sony e da Philips contemporaneamente - il compact disc. Ma si è dovuto aspettare il 1982 per vedere il primo cd commercializzato: il primo musicale fu The Visitors degli Abba. E qui gli avanzamenti tecnologici rispetto al vinile fecero parlare di una vera rivoluzione e al di là del dibattito su quale sia il miglior formato per un ascolto raffinato, il cd, il suo spazio di immagazzinamento e la sua facilità d’utilizzo, misero tutti d’accordo: ecco il nuovo formato della musica. 

Dagli Abba agli Abba, oggi dagli Stati Uniti arriva la notizia del lancio di un “nuovo” supporto: niente di futuristico, parliamo delle schede di memoria MicroSd, ma molto di futuribile. Le schedine prodotte da SanDisk, grazie agli accordi con le quattro major musicali - Sony, Universal, Emi, Warner -, verranno vendute con gli album musicali precaricati, con tanto di confezione in stile cd (al costo di 15 dollari). 

Stiamo parlando di un vero e proprio “grande piano” per rivoluzionare il mondo della musica. O almeno per tentare di farlo. Tra i primi album, al momento pochini a dire il vero (qui trovate il primo elenco), proprio e curiosamente il gruppo svedese.

SCUOLA: CAMERA, SI’ A CLASSI PER STRANIERI

Sì dell’Aula della Camera alla mozione della Pdl sull’ accesso degli studenti stranieri alla scuola dell’obbligo, di cui era primo firmatario il capogruppo della Lega Roberto Cota. Il testo di maggioranza e’ passato con 265 si’, 246 no e un astenuto (chi mai sarà???).

La mozione approvata a Montecitorio impegna il governo, fra l’altro, ”a rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo (nel testo originario era ‘autorizzando’) il loro ingresso previo superamento di test e specifiche prove di valutazione; a istituire classi ponte che consentano agli studenti stranieri che non superano le prove e i test sopra menzionati di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all’ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti; a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole”. 

Beh, fin qua ci potremmo anche stare. Nel senso che dato che a scuola ci si va per imparare, e per farlo è necessario procedere con ordine, se no non si capisce niente, i test possono far capire a che punto lo studente sia.

Certo pure agli italiani ci sarebbe da farlo fare. In terza media avevo compagni di classe che ancora non sapevano leggere… e non credo che dopo abbiano trovato modo di imparare…

Il testo impegna inoltre il governo ad ”una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri, oltre che ”nelle classi ponte, l’attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l’elaborazione di un curriculum formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, oltre che dell’educazione alla legalita’ e alla cittadinanza” .

Oddio, favorire la piena integrazione non so se proprio questo sia il modo migliore… Di sicuro non vedo rischi da scongiurare…

Se gli italiani non mettono al mondo figli che facciamo? Non facciamo più andare a scuola gli stranieri per mantenere le proporzioni???

BOH!

California, emozione Rossa!!!

L’unica cosa che mi viene da fare guardandola è  

Beh no, forse non tutti i test…

NERONE

NERONE

Sei l’imperatore romano Tiberio Claudio Nerone. Identificato dagli antichi come l’impersonificazione del numero della bestia dell’Apocalisse di Giovanni, 666, appari agli occhi delle persone che ti circondano come un poeta ed un musico ben ispirato. In realtà però sei un sanguinario psicopatico con una spiccata propensione all’incendio doloso di città e all’incesto. La cosa che più disprezzi è la religione cristiana e i suoi fedeli. Li vorresti vedere appesi ad una croce e in fiamme. Sei molto molto malvagio.

Oddio, i test su Facebook funzionano davvero! HELP!!!

Girone degli accidiosi

Girone degli accidiosi

Ahhh che bello oziare…ma che male c’è? Il riposo, la pigrizia, l’inerzia..che relax…Eh no! Caro mio sei punito anche tu. Finisci giusto giusto insieme agli iracondi, nel quinto cerchio.Gli accidiosi sono anch’essi immersi nella palude dello stige: così come dissiparono la vita nell’immobilità dello spirito, sono per questo sommersi, privati di aria e parole come in vita si privarono delle opere. Allora? Che aspetti? Muoviti!

Ma riusciremo mai a capire?

Il grande dittatore (1940) fu il primo film completamente sonoro di Chaplin, girato e distribuito negli Stati Uniti poco prima dell’entrata nella Seconda guerra mondiale. Nel film, Chaplin interpreta due personaggi: Adenoid Hynkel, il dittatore di Tomania, esplicitamente ispirato ad Adolf Hitler, e un barbiere ebreoperseguitato dai nazisti.

Dopo la guerra, quando l’internamento e lo sterminio degli Ebrei furono noti, Chaplin dichiarò che non avrebbe realizzato il film se solo avesse potuto sapere che cosa era realmente accaduto. Il film ebbe 2 candidature agli Oscar, come miglior regia e miglior sceneggiatura, ma non vinse alcuna statuetta.

Serata con

Magdi Cristiano Allam Venerdì sera, devo ammetterlo, non avevo tanta voglia di uscire. Ero tornata tardi e fare le corse non mi andava molto. Ma poi, su dai, quante cose mi devo perdere per pigrizia? Fa uno sforzo, ne sarai ripagata!

E così è stato. Al teatro Salieri di Legnago, ospite dell’istituto Don Bosco, Magdi Cristiano Allam ha presentato il suo libro “Grazie Gesù”. Magdi Allam, giornalista e scrittore egiziano, laureato in sociologia a La Sapienza di Roma, dopo aver collaborato con il Manifesto e la Repubblica, è diventato editorialista del Corriere della Sera, del quale ora è vicedirettore ad personam.

Il 22 marzo 2008, durante la Veglia pasquale, ha ricevuto il Battesimo, la Cresima e l’Eucarestia in San Pietro da papa Benedetto XVI, abbandonando l’Islam.

Serata molto piacevole. Innanzitutto per la ricchezza dei contenuti e del linguaggio utilizzato dal Dott. Allam. Sarebbe stato interessante davverto parlare a tu per tu con quest’uomo, sicuramente chi ha la fortuna di farlo ha la possibilità di una crescita continua. Poi certamente si può essere d’accordo o meno. Anche se c’è da dire che il più ateo di tutti, il più laico di tutti, senza dubbio, non può non essere d’accordo con lui. La sua conversione è sicuramente un fatto personale, cos’ come i motivi più intimi che l’hanno spinto a farlo. Ma senz’altro unitamente a questi ci sono dei motivi civici, etici e morali che sono universalmente riconosciuti dalle grandi menti, anche da quelle più liberali.

Potrei spiegarvi nel dettaglio i suoi pensieri, ma lui lo sa fare talmente tanto bene che vi consiglio di leggere il suo libro. Ve ne lascio uno stralcio, ma credetemi, ne vale la pena!

Dentro di me ho sentito un vero e proprio sentimento di liberazione, di risurrezione dello spirito e dCopertina i rinascita di Magdi in Cristiano, il nome da cristiano che io stesso ho scelto. L’ho deciso di getto perché ho voluto che il messaggio fosse semplice ed esplicito. Chi mai potrebbe dubitare che Magdi Cristiano sia cristiano? Successivamente ho riscontrato la bontà della mia scelta scoprendo che san Cristiano, celebrato il 4 dicembre, era un monaco cistercense che divenne il primo vescovo della Prussia nel 1215, si batté per l’evangelizzazione della sua gente senza però rinunciare all’idea che dovesse restare libera, in contrasto con l’atteggiamento coercitivo dei cavalieri dell’Ordine teutonico.
Ebbene, anch’io credo profondamente nel sodalizio tra la testimonianza della fede e la libertà di scelta. Ciò mi affascina e mi ha convinto della verità del cristianesimo, a cui ho aderito volontariamente e responsabilmente. Esattamente l’opposto dell’islam, che non si preoccupa della qualità libertaria della conversione e considera il proselitismo come una crescita quantitativa degli aderenti.
(…) Solo in Italia ci sarebbero circa 10.000 nostri connazionali convertiti all’islam, la gran parte dei quali ha compiuto tale scelta per poter sposare una donna musulmana, costretti dalla legge islamica che impone che il marito debba essere musulmano affinché i figli, concepiti come proprietà del padre non appena diventano adolescenti, siano obbligatoriamente educati secondo quanto prescrive la fede islamica. Ed è del tutto evidente che si tratta di conversioni ipocrite e fasulle. (…) Come è radicalmente diverso l’approccio del cristianesimo!
Ai catecumeni è infatti normalmente prescritto un lungo percorso spirituale, affinché possano avere la certezza della nuova fede cristiana.
Sin dal nostro primo incontro di iniziazione ai sacramenti cristiani, mi ha colpito l’affermazione di monsignor Fisichella che il cristianesimo, a differenza dell’islam, non è una «religione del libro», bensì una «religione della testimonianza viva di Gesù». Ai cristiani non viene prescritto di venerare letteralmente un testo sacro considerato trascendente, assoluto ed eterno come se fosse increato e della stessa natura di Dio, qual è appunto il Corano, adorato come una sorta di dio «incartato», finendo per essere manipolato e strumentalizzato arbitrariamente dai «musulmani di professione». Cioè da quella minoranza che conosce l’arabo classico antico, la lingua morta del Corano, ed è in grado di districarsi nel labirinto delle fonti che concorrono nell’elaborazione della sharia, riuscendo a imporre il loro potere alla massa analfabeta o non arabofona.

 

La divisione dei beni: più di così!

La casa segata a metà a Prey Veng (Afp)
La casa segata a metà a Prey Veng (Afp)

Di vivere sotto lo stesso tetto proprio non ne potevano più. Così hanno pensato bene di dividere (letteralmente) a metà la casa che avevano condiviso quando erano una coppia innamorata: la donna ha scelto di rimanersene nella sua metà, al piano sopraelevato della casupola, mentre il marito ha deciso di trasportare la sua metà dall’altro lato del villaggio. È successo a Prey Veng, provincia 90 chilometri a est di Phnom Penh, in Cambogia.

Secondo i vicini, la coppia ha tagliato in due la vecchia abitazione perché era il modo più efficiente e meno costoso di dividere i proprio destini, in un Paese in cui le spese per il divorzio possono essere molto elevate. «Abbiamo tentato di convincerli e farli ragionare, considerato che erano sposati da più di quarant’anni, ma non ne hanno voluto sapere», ha racconto un vicino. Prima di ricostruire la metà mancante, il marito ha deciso di tornarsene a vivere con mamma e papà.